di Paola Colleoni, Quito
Mercoledì 31 ottobre, una delegazione di circa 50 Huaorani ha raggiunto la capitale Quito per manifestare di nuovo contro la licenza ambientale che la ministra dell’ambiente Anna Alban ha concesso a Petrobras lo scorso 24 ottobre.
Il presidente Luis Macas della CONAIE (la confederazione nazionale degli indigeni dell’Ecuador) Luis Macas e il dirigente del territorio Efren Calapucha, insieme ai dirigenti dell’organizzazione Huaorani (Nawe) e delle donne Huaorani (Amwae) e ai rappresentanti di più della metà delle 32 comunità Huaorani, si sono incontrati nella sede dell’organizzazione indigena e hanno manifestato il deciso rifiuto alla concessione della licenza ambientale a Petrobras e il nuovo progetto di sfruttamento petrolifero nel territorio tradizionale Huaorani e nel parco Yasuni. Luis Macas ha annunciato che presenterà un Amparo Costituzionale contro la licenza di Petrobras: “adesso che il governo ha terminato la sua campagna elettorale, comincia a rimangiarsi tutte le sue promesse sulla protezione dello Yasuni” da detto il leader della CONAIE, però, “non si può permettere né tollerare l’estinzione di un altro popolo indigeno in Amazzonia a causa dell’estrazione petrolifera”. Macas ha anche criticato la politica finora attuata rispetto ai popoli in isolamento volontario (PIVA): “Quando il governo decise di stabilire una zona intangibile, la CONAIE si oppose fermamente. Perché adesso sta accadendo esattamente quello che temevamo: si è delimitata una zona per legittimare che nel resto del parco e del territorio Huaorani possa continuare l’estrazione petrolifera”. Rispondendo ad una recente dichiarazione di del presidente Correa che ha “invitato” gli ecologisti e le organizzazioni indigene a trovare una soluzione alternativa all’estrazione del petrolio per finanziare educazione, salute ed infrastrutture nel paese, Macas ha risposto: “Ci dica invece Correa che cosa ha intenzione di fare con le persone che vivono nello Yasuni e che ci vivono da migliaia di anni”.
Fernando Niwa, vicepresidente dell’organizzazione Huaorani, ha dichiarato che la licenza ambientale di Petrobras deve essere annullata perché viola gli articoli delle nazioni Unite che prescrivono la consulta previa ed in buona fede dei popoli indigeni coinvolti in progetti estrattivi.
“In nessun momento il popolo Huaorani e la sua organizzazione sono stati informati e consultati sul progetto del bloque 31, e pertanto la licenza deve essere fatta decadere”. Inoltre Niwa ha aggiunto che non si può “permettere lo sterminio dei nostri fratelli Taromenani e Tagaeri. Bisogna rispettare il loro diritto e la loro decisione di astenersi dal contatto con il mondo occidentale”.
Ha preso la parola anche il vecchio guerriero Awa, della lontana comunità di Bameno, arrivato a Quito dopo un lungo viaggio prima in aereo e poi in autobus. Vestito con il suo gomi tradizionale e la corona di piume, agitando la lancia ha affermato: “Se ci sarà una guerra o ci saranno morti nel territorio Huaorani, sarà colpa del governo”.
All’evento era presente anche Patricia Gualinga, di Sarayacu, (una comunità indigena conosciuta per la sua resistenza all’estrazione del petrolio), a nome della federazione indigena amazzonica Confeniae, organizzazione che ha preso posizione contro la decisione del governo e ha annunciato imminenti mobilitazioni in difesa dello Yasuni.
Dopo la conferenza stampa gli Huaorani, accompagnati dai dirigenti di CONAIE e dai rappresentanti di alcune ONG, hanno sfilato per la città di Quito, indossando i vestiti tradizionali nonostante il freddo.
Arrivati alla sede di Petrobras, l’entrata è stata bloccata con il nastro adesivo giallo delle imprese petrolifere con la scritta “pericolo”. Lo stesso gesto si è ripetuto davanti al ministero dell’Ambiente e a quello delle Miniere e dell’energia.
Qui finalmente la delegazione Huaorani è stata ricevuta dal ministro Galo Chiriboga. I dirigenti Huaorani hanno ratificato la loro posizione chiedendo l’annullamento della licenza ambientale, per mancanza di consulta al popolo Huaorani e alla sua organizzazione rappresentativa. Hanno denunciato che Petrobras ha negoziato e ottenuto il consenso di una sola comunità, quella di Kawimeno situata nel bloque 31. Chiriboga ha proposto alla delegazione Huaorani e ai dirigenti di Conaie di riunirsi la prossima settimana per una riunione informativa, in cui verranno spiegate le tecnologie che Petrobras intende utilizzare e i dettagli del progetto.
Sul da farsi decideranno in questi giorni i dirigenti huaorani insieme ai dirigenti Conaie. Però per il momento, si consegnerà al tribunale “Contenzioso e Amministrativo” il ricorso di Amparo Costituzionale, già firmato dai dirigenti Huaorani.