Chi siamo

ANDINAMEDIA è una nuova agenzia di comunicazione, che tratta di sud America, in particolare dell’area Andina (Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia e Venezuela, con buone incursioni in Cile, Argentina e nel resto del continente ispanofono). È nata dalla passione di alcuni colleghi - giornalisti, radio giornalisti, fotografi e documentaristi video- che dedicano buona parte delle loro vite al Sud America, che vi hanno vissuto per lunghi periodi, e che sentono la necessità di dare rilevanza e meritata attenzione alle sinergie di cambiamenti che stanno avvenendo nella Regione.
ANDINAMEDIA nasce come sito web, multimediale, multitematico e multilingue – www.andinamedia.com - in cui si fornisce un’informazione gratuita e quotidianamente aggiornata su questa area specifica, in forma di editoriali e news di agenzia, divise per settore tematico e per paese di appartenenza. Si da, inoltre, la possibilità di consultare esempi della produzione dei nostri reportage, di vario formato, che hanno lo scopo di apportare un ricco approfondimento su i più vari aspetti della realtà sudamericana che ci interessa. Il nostro obbiettivo è di creare un ponte d’informazione e di scambio tra le due realtà transoceaniche, tra casa nostra e quella che per molti aspetti sentiamo parte della Nostra Casa. L’impegno che ci prefiggiamo è di avvicinare delle realtà tanto distanti ma anche molto vicine, e mutuamente influenzanti e influenzabili.
Crediamo, mossi dalla passione e il rispetto per il nostro mestiere, che l’informazione accurata e trasparente sia un’imprescindibile chiave per comprendere i meccanismi che trasformano le nostre società, nonché un ottimo metodo per smantellare i pregiudizi che e conseguono.
“Pachamama” per i popoli originari delle grandi Ande è la Dea Madre Terra, quella che nella nostra cultura greco-romana è Gaia. Questa stessa Terra ci accomuna, come fondante elemento di continuità, da un alto all’altro dell’oceano. Prima protagonista e testimone della bellezza delle vite che la abitano, e molto spesso la distruggono. Realizzare un evento espositivo per lanciare il nostro lavoro fotografico, di tanti altri occhi testimoni, non poteva non essere dedicato a Lei. Vogliamo credere che vedere, sapere e conoscere significhi anche prendere coscienza.