Paraguay: Intervista a Fernando Lugo

29/05/2008 IPS
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Asuncion 28/05/08: Spera di cambiare l’immagine negativa del Paraguay, che ritrae il paese come uno dei più corrotti dell’America Latina e del mondo,
e di mettere fine alla miseria e l’indigenza dei popoli indigeni, che sono “i proprietari della terra”.

Lugo, 56 anni, è un uomo affabile e modesto, che parla lentamente, con i toni pacati di un sermone, più che di un discorso politico.

Il suo recente passato da prete cattolico si riflette anche nel modo di vestire. Pur non indossando più la tonaca, continua ad ostentare i sandali francescani, e sostiene di non aver mai messo una cravatta in vita sua. Vive in una casa modesta alla periferia di Asunción, e dice di non avere nessuna intenzione di spostarsi nel palazzo presidenziale, noto come Mburuvicha Róga (la “casa del capo” in lingua guaraní).

Lugo nasce da una famiglia della classe media della provincia meridionale di Itapuá. I genitori, Guillermo Lugo e Maximina Méndez, insieme ad altri parenti, erano attivisti dissidenti del Partito Colorado, o Associazione nazionale repubblicana (ANR). Alcuni di loro vennero perseguiti durante il regime sanguinoso dell’ultimo dittatore del Colorado, il generale Alfredo Stroessner (1954-1989).

Dopo aver preso i voti come sacerdote nel 1977, fece rapidamente carriera nei ranghi ecclesiastici, per diventare nel 1994 il vescovo più giovane del Paraguay. Fu mandato poi nella provincia di San Pedro, una delle aree più povere del paese, dove divenne noto per il suo sostegno ai contadini senza terra durante i conflitti rurali.

Fu durante questo periodo che si guadagnò il titolo di “vescovo dei poveri”. Nel 2005, Lugo chiese di lasciare la tonaca e cominciò a dedicarsi alla politica, criticando il governo del presidente Nicanor Duarte, del Partito Colorado, che lascerà la carica il 15 agosto. L’anno successivo si candidò alla presidenza, a seguito di una petizione firmata da 100mila persone che gli chiedevano di presentarsi.

L’episodio ha suscitato il disappunto del Vaticano, che ha in seguito rifiutato la sua richiesta di tornare alla condizione laicale all'interno della chiesa, sospendendolo invece "a divinis” dai doveri pastorali. A seguito della sentenza, Lugo resta vescovo, pur non essendo in buoni rapporti col Vaticano, che gli ha vietato di esercitare il ministero a tempo indefinito.

A capo dell’Alleanza patriottica per il cambiamento (APC), un gruppo misto di partiti di destra, centro, sinistra ed estrema sinistra, Lugo ha impiegato solo otto mesi di campagna per seppellire sei decenni di dominio del Partito Colorado in Paraguay, compresa la dittatura durata 35 anni di Stroessner.

Il generale Stroessner è morto nel 2006, all’età di 93 anni, in esilio in Brasile.

In un’intervista con il corrispondente dell’IPS David Vargas, il presidente eletto ha parlato della caduta del Partito Colorado e delle sue relazioni future con il partito; dei suoi progetti per i senza terra e i popoli indigeni; della sua strategia per combattere la corruzione profondamente radicata nello stato paraguaiano, e delle sue relazioni con la Chiesa cattolica.

A:Come ci si sente dopo aver sconfitto il Partito Colorado, che è stato per tanti anni al potere?

FERNANDO LUGO: Mio padre era un convinto sostenitore del Colorado, e anche mia madre. Il punto non è vincere o perdere, ma costruire. Dobbiamo costruire il Paraguay che tutti meritano.

Ciò che è successo è stato il risultato di diversi problemi nel Partito Colorado: i suoi sperperi, la mancanza di un contatto con la base, e conflitti interni che non potevano essere risolti. Tutti questi elementi hanno avuto una parte nelle elezioni.

A: Come fa un vescovo a diventare presidente? FL: La mia leadership e la mia candidatura sono nate nelle aree rurali. Sono stato vescovo per 11 anni nella regione più povera del paese, ho lavorato duro nel periodo dei miei impegni pastorali, e ho conquistato la fiducia di molti strati della società del Paraguay.

Poi mi sono trasferito a Asunción, dove mi è stata offerta la direzione di una scuola, che ho accettato, perché per me insegnare è come vivere e respirare. Ho passato quasi 40 anni nelle aule delle primarie, delle secondarie e universitarie. Ciò che più conta per me è la fiducia di tutte queste persone.

A: Come sarà il suo governo? FL: Sarà aperto, onesto e trasparente. Dobbiamo cambiare la nostra immagine di paese corrotto, debole e senza speranza. Pensiamo sia possibile compiere cambiamenti genuini, e combatteremo con tutta la nostra forza contro la corruzione. Vogliamo che il popolo del Paraguay si senta difeso, e se Dio vuole tra breve potremmo essere nuovamente riconosciuti come un paese onesto.

A: Quali saranno le sue prime mosse da presidente?

FL: Prima di tutto, guardare ai popoli indigeni, che vivono in una terribile condizione di povertà. Non voglio che nessun altro indigeno muoia di tubercolosi o di fame. È inaccettabile che proprio loro, che sono i proprietari della terra, non abbiano da mangiare.

Voglio anche un gabinetto molto capace. Voglio avere un team di esperti per discutere di energia elettrica con l’Argentina e il Brasile, per pianificare la riforma agraria, che è nel nostro programma, e per cambiare la costituzione in modo che ci sia un potere giudiziario indipendente. Faremo tutto il possibile per migliorare le condizioni di vita delle famiglie di campesinos.

A: Cosa dobbiamo aspettarci sulla politica estera?

FL: L’APC sostiene il Mercosur (il Mercato comune del sud, composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), perché non possiamo andare avanti da soli.

Il Paraguay non può continuare ad essere isolato, non può rimanere in un deserto politico. Io sogno, così come senza dubbio (gli eroi dell’indipendenza latinoamericana) Simón Bolívar, José de San Martín e altri grandi sognatori hanno fatto, un’America Latina in cui i popoli vivano nell’unità e nella fratellanza.

Sono particolarmente interessato alla Bolivia, e penso che sia arrivato il momento di sviluppare relazione più fruttuose con questo paese.

Vorrei parlare con (il presidente della Bolivia) Evo Morales per conoscere l’esperienza del suo paese, di come ha rinegoziato i prezzi del gas con Argentina e Brasile, perché una delle priorità del governo APC sarà rivedere il prezzo della principale risorsa del Paraguay, l’energia, con i nostri vicini. Voglio che le relazioni commerciali e sull’energia siano una priorità.

A: Una delle principali promesse della sua campagna è stata di rinegoziare il Trattato di Itaipú (che governa la massiccia diga idroelettrica bilaterale di Itaipú) con il Brasile. Come pensa di farlo?

FL: Il primo passo sarà riunire una squadra di esperti che sia in grado di partecipare ai negoziati. Come ha detto lo stesso presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, nonostante le differenze, possiamo trovare delle intese.

A: Come presidente, come saranno le sue relazioni con la Chiesa cattolica?

FL: Spero che il mio status di vescovo sospeso ‘a divinis’ possa essere cambiato, per la pace del mio spirito. La decisione spetta al Vaticano, e io accetterò qualunque decisione prenderà.

Ho sempre creduto fermamente che ovunque nel mondo, chiunque accetti radicalmente la vita di Gesù Cristo, debba anche vivere nel modo in cui lui ha vissuto. Credo che difendere i valori evangelici della verità contro tante bugie, della giustizia contro tanta ingiustizia, e della pace contro tanta violenza, sia come remare controcorrente.

A: Come riuscirà a governare, con il Partito Colorado all’opposizione? FL: A questo servono il dialogo e gli accordi. La composizione del parlamento non è stata ancora definita, e quando lo sarà, cercheremo senz’altro le giuste strategie per poter contare su un gruppo di legislatori che sostengano le grandi decisioni del governo, e se possibile costruire la maggioranza necessaria per una governance più decisa.

A: Come pensa di combattere la povertà rurale?

FL: Realizzerò un’ampia riforma agraria. Ci sono 300mila famiglie senza una terra di loro proprietà, che meritano di vivere una vita dignitosa. Ordinerò di creare un registro della terra, per capire quali terre sono disponibili.